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domenica 9 ottobre 2011

e' online!!! OPERE DA TRE CLIC [ANTOLOGIA DELLA BLOGOSFERA]

 Una selezione dalla blogosfera che ripropone nove autori di scritture divertenti, imprevedibili e soprattutto brevi, di quelle che si leggono in soli tre clic. Perché la lettura a monitor costringe al dono della sintesi. Non si tratta necessariamente di blogger famosi e noti al “grande pubblico” della rete, ma di scrittori apprezzati da un piccola cerchia di estimatori. Questo, infatti, è il senso dell’operazione di scouting che vogliamo riproporre. Sono storie che in alcuni casi hanno la forma del racconto, in altri possiedono invece una loro continuità e lasciano intravedere una trama, oltre che uno stile omogeneo nella scrittura. Sono storie per tutti i gusti scelte per dimostrare che sul web si possono leggere anche pezzi molto interessanti e di buon livello. In alcuni casi meglio di quel che non è affatto gratis e si pubblica sulla carta abbattendo gli alberi.


LEGGIAMO UN PEZZETTO!!

...
Il gatto, ogni tanto, si risvegliava dal suo torpore. Acciambellato sul pavimento, nel quadrato di sole che entrava dalla finestra, apriva gli occhi e rivelava la sua esistenza con un sonnacchioso miagolio. Un solo verso, tedioso, rivolto a una delle piastrelle di ceramica che ricoprivano la parete dietro i fornelli.
Il bambino Polanca, allora, distoglieva l’attenzione dai suoi giochi e riponeva sul tavolo il tassello del puzzle che stava cercando di incastrare. Guardava il gatto.
«Mamma, il gatto ha detto miao un’altra volta» diceva, rivolto alla madre.
La mamma, intenta a lavare i piatti, era talmente immersa nei suoi pensieri che lasciava cadere nel nulla l’osservazione del bimbo. Allora Polanca ripeteva la frase con un po’ di vivacità: «Ma’, il gatto ha detto miao!».
Solo al quarto tentativo riusciva a ottenere l’attenzione richiesta: «E perché ha detto miao, il matto?»
«Perché ha visto il pesce disegnato nella maiolica».
La donna non si voltava. Nella cucina si sentiva solo il rumore delle stoviglie riposte nello scolapiatti e quello dell’acqua che scendeva nel lavello. Il pesce marrone, con la testa grande e gli occhi gialli, sembrava un mostro preistorico. Polanca lo guardava. E, di nuovo, guardava il gatto. L’animale, dopo qualche minuto, ripeteva il suo verso.
Poiché non succedeva nient’altro, il bambino premeva il tasto del telecomando. Il telegiornale diceva cosa bisognava fare per arrivare in forma alla prova costume da bagno. Subito dopo, un tale con la cravatta, diceva la parola cattocomunista. Allora il micio allungava una zampa posteriore per sgranchirsi. Poi sbadigliava e lentamente se ne andava a cercare la sua ciotola. Polanca si ritirava nella sua cameretta e pensava ai sottomarini.
di Bobboti [www.bardofulas.splinder.com]